C'è qualcosa di miracoloso in una squadra che mai ha incantato come in questa era di Spalletti. Avevamo visto di tutto qui a Roma : squadrette con tasso tecnico basso e con furore agonistico,il bel calcio di Zeman che alternava una fase offensiva micidiale alle costanti svagatezze del reparto difensivo,le vittorie e le quasi vittorie di un sempre sopportato Capello.
Nessuna delle precedenti squadre però aveva incarnato in modo migliore di questa i principi della coralità del gioco,della massima unità intenti fra gli esponenti della rosa,della spettacolarità mai fine a se stessa ma sempre protesa a conseguire il risultato.
E così diviene automatico anche passare per favoriti in una semifinale di Coppa Italia con un Milan allo sbando in campionato e quindi ancor più motivato a far bene nelle altre due competizioni a disposizione.
Il 2-2 dell'andata era un risultato dalla doppia luce; favorevole per la possibilità di giocare per due risultati sui tre a disposizione,scomoda per quella che è la natura di questa squadra sempre propensa a fitte trame palla a terra e non abituata quindi a gestire una situazione favorevole con le malizie tipiche di chi è in grado di portare a termine una partita col non gioco.
Ne è uscito un 3-1 che paradossalmente poco dice sulla schiacchiante supremazia dei giallorossi che hanno raccolto,oltre alle tre reti,almeno altre cinque azioni importanti fallite per l'ultimo passaggio...ed un rigore fallito.
L'ennesimo purtroppo sbagliato da Francesco Totti,troppo teso nella sua esecuzione centrale e a mezza altezza.
L'undici di base mandato in campo da Spalletti era il migliore a disposizione,due sole le esclusioni : Doni per il rispetto delle gerarchie di coppa e Mexes per motivi fisici. Il Milan ha risposto con il consueto schema ad albero di Natale con il solo Gilardino davanti,aiutato sulla trequarti da Kaka e Seedorf.
Interessante il pressing alto proposto dagli uomini offensivi di Ancelotti che andavano a contendere il pallone direttamente sui centrali difensivi della Roma ; questa mossa ha costretto in molte occasioni Curci a tentare il rinvio lungo,facile preda di Ambrosini o di un Bonera che andava a staccare su Totti.
Nonostante questo però....vuoi per l'estrema fragilità dell'apparato difensivo dei rossoneri,vuoi per l'estrema rapidità delle ripartenze giallorosse,la Roma non ha mai avuto problemi a rendersi pericolosa ogni volta che riusciva a superare la metà campo palla al piede.
Incantevole la regia di Pizarro,la nota più positiva di questo inizio del 2007; a corrente alternata De Rossi,chiaramente più propenso del compagno ad occuparsi di Kaka.
Un Totti non mobilissimo ma sempre nel vivo di ogni azione della Roma ha fatto il bello ed il cattivo tempo contro la coppia di centrali del Milan,cambiata fra il primo (Costacurta-Bonera) ed il secondo tempo (Bonera-Simic).E' lui il fulcro del gioco che riesce a far risaltare le giocate di Perrotta e Mancini,devastanti come sempre accade nelle occasioni importanti.
Solido l'apparato difensivo che in 95 minuti ha concesso praticamente la sola occasione del gol,abile Gilardino a sfruttare il suggerimento di Jankulovski nel cuore dell'area di rigore. Un Chivu sontuoso ha avuto facilmente la meglio sui troppo statici fantasisti del Milan,coadiuvato da un Ferrari sicuro e poco propenso a rischiare brutte figure palla al piede.
Ci aspetta l'Inter ora,quattro volte nei prossimi mesi.
Badiamo agli scongiuri,ricordando che anche gli avversari più temibili sono comunque battibili.
C'è voglia di festeggiare,dopo anni. Anche solo per un trofeo che tutti sembrano disprezzare,ma che comunque vede arrivare alle fasi finale sempre le solite grandi squadre.
Nessuna delle precedenti squadre però aveva incarnato in modo migliore di questa i principi della coralità del gioco,della massima unità intenti fra gli esponenti della rosa,della spettacolarità mai fine a se stessa ma sempre protesa a conseguire il risultato.
E così diviene automatico anche passare per favoriti in una semifinale di Coppa Italia con un Milan allo sbando in campionato e quindi ancor più motivato a far bene nelle altre due competizioni a disposizione.
Il 2-2 dell'andata era un risultato dalla doppia luce; favorevole per la possibilità di giocare per due risultati sui tre a disposizione,scomoda per quella che è la natura di questa squadra sempre propensa a fitte trame palla a terra e non abituata quindi a gestire una situazione favorevole con le malizie tipiche di chi è in grado di portare a termine una partita col non gioco.
Ne è uscito un 3-1 che paradossalmente poco dice sulla schiacchiante supremazia dei giallorossi che hanno raccolto,oltre alle tre reti,almeno altre cinque azioni importanti fallite per l'ultimo passaggio...ed un rigore fallito.
L'ennesimo purtroppo sbagliato da Francesco Totti,troppo teso nella sua esecuzione centrale e a mezza altezza.
L'undici di base mandato in campo da Spalletti era il migliore a disposizione,due sole le esclusioni : Doni per il rispetto delle gerarchie di coppa e Mexes per motivi fisici. Il Milan ha risposto con il consueto schema ad albero di Natale con il solo Gilardino davanti,aiutato sulla trequarti da Kaka e Seedorf.
Interessante il pressing alto proposto dagli uomini offensivi di Ancelotti che andavano a contendere il pallone direttamente sui centrali difensivi della Roma ; questa mossa ha costretto in molte occasioni Curci a tentare il rinvio lungo,facile preda di Ambrosini o di un Bonera che andava a staccare su Totti.
Nonostante questo però....vuoi per l'estrema fragilità dell'apparato difensivo dei rossoneri,vuoi per l'estrema rapidità delle ripartenze giallorosse,la Roma non ha mai avuto problemi a rendersi pericolosa ogni volta che riusciva a superare la metà campo palla al piede.
Incantevole la regia di Pizarro,la nota più positiva di questo inizio del 2007; a corrente alternata De Rossi,chiaramente più propenso del compagno ad occuparsi di Kaka.
Un Totti non mobilissimo ma sempre nel vivo di ogni azione della Roma ha fatto il bello ed il cattivo tempo contro la coppia di centrali del Milan,cambiata fra il primo (Costacurta-Bonera) ed il secondo tempo (Bonera-Simic).E' lui il fulcro del gioco che riesce a far risaltare le giocate di Perrotta e Mancini,devastanti come sempre accade nelle occasioni importanti.
Solido l'apparato difensivo che in 95 minuti ha concesso praticamente la sola occasione del gol,abile Gilardino a sfruttare il suggerimento di Jankulovski nel cuore dell'area di rigore. Un Chivu sontuoso ha avuto facilmente la meglio sui troppo statici fantasisti del Milan,coadiuvato da un Ferrari sicuro e poco propenso a rischiare brutte figure palla al piede.
Ci aspetta l'Inter ora,quattro volte nei prossimi mesi.
Badiamo agli scongiuri,ricordando che anche gli avversari più temibili sono comunque battibili.
C'è voglia di festeggiare,dopo anni. Anche solo per un trofeo che tutti sembrano disprezzare,ma che comunque vede arrivare alle fasi finale sempre le solite grandi squadre.