domenica, ottobre 21, 2007

Roma-Napoli, le pagelle


(ROMA) - Roma a doppia faccia davanti a un Olimpico con più o meno 25.000 abbonati a poter seguire una partita dalle mille emozioni.

Curci - L'ingresso sta qui -
Secondo la smorfia napoletana, il numero 1 può anche significare l'ingresso. Normalmente, il portiere lo deve salvaguardare, a Curci però il gioco del lotto concede un bel 4, l'addormentarsi. Partita nata male, e finita tra i fischi. La squadra certamente non l'aiuta, ma anche lui non fa abbastanza, vedere l'eurogol di Gargano. Voto 5.

Cicinho - Vittima sacrificale -
L'ex madridista parte da titolare, giocando inizialmente con il freno a meno. Col passare del tempo acquista fiducia e lo si vede finalmente arrivare con frequenza sul fondo, i suoi cross però non risultano mai troppo azzeccati. In fase difensiva, qualche contrasto decente, ma concede troppi spazzi, vedere il 2-2 di Hamsik. Dopo circa un'ora deve far posto a Cassetti.. Voto 5,5.

Ferrari - Punto da Zanzareta - Grande sicurezza nel primo tempo, con ottimi anticipi di testa che a palla bassa. Non fa rimpiangere Juan, relegato in panchina perché tornato tardi dagli impegni con la Seleçao. Dopo la ripresa, anche lui ci mette del suo nei pasticci difensivi che il Napoli sfrutta per riagguantare il triplo svantaggio, perde il contrasto aereo con Zalayeta per il definitivo 4-4. Quell'ammonizione per un fallo di mano inesistente al 53° grida ancora vendetta. Voto 5,5.

Mexès - Pietra arenaria -
Ci mette molta cattiveria, a volte troppa, per contrastare gli attaccanti del Napoli. Molti interventi decisivi, ma come Ferrari, non dà molta sicurezza appena il Napoli la butta nel mezzo dell'area nel secondo tempo. Vicino al gol in due occasioni. Voto 5,5.

Tonetto - Sotto ton...etto - La condizione c'è, e anche le solite cavalcate sulla corsia sinistra, le sue incursioni a volte troppo frenetiche fanno ripartire la squadra di Edy Reja. E quanta imprecisione nei suoi cross. Voto 5,5.

De Rossi - Baluardo -
La sua presenza in mezzo al campo è fondamentale, con un Hamsik che sfuria dappertutto. Fa un grande lavoro di copertura e si fa sempre trovare pronto quando bisogna far partire la manovra. Bravo a tentare il tiro che porta al 3-2 complice un Iezzo in tilt. Voto 6,5.

Pizarro - Rebus -
Che dire di un giocatore che 1) procura un rigore, 2) dà a De Rossi il pallone per il 3-2, 3) segna su punizione (deviata) il possibile gol della vittoria? Tanto, tantissimo. Per tutta la gara rilancia le azioni del Napoli con passaggi sballati, sbagliando inoltre stop facili. Si salva per le sue fiammate, ma un Pizarro del genere è un cruccio per il gioco della Roma. Voto 6.

Giuly - Non pervenuto - Vista la fragilità della retroguardia napoletana, ci si doveva aspettare da lui tante azioni sulla corsia destra, Giuly però pare astenersi dal gioco di squadra. Partita anonima, nel 3-3 di Gargano rincorre l'uruguaiano concedendogli tutto il tempo per battere a rete dalla lunga distanza. Voto 4.

Perrotta - Falco invisibile - Non trova molto spazio per le sue incursioni, ma quando si avventa sul tiro di Totti parato da Iezzo, portando la Roma sul 2-1, si vede quel Perrotta che nelle due stagioni passate ha fatto la fortuna della Roma. Per il resto, si vede poco, ingarbugliato dalla ragnatela del Napoli. Voto 6.

Mancini - "Contratto" - Ha tante palle giocabili visto che sulla fascia opposta si gioca con un uomo in meno (Giuly). Il brasiliano non le sfrutta a dovere, gli manca quasi sempre l'ultimo spunto, praticamente mai al tiro, contro una difesa nella quale avrebbe potuto segnare chiunque. Forse la testa era altrove. Voto 5.

Totti - Predicatore nel deserto - Che sia lui il giocatore ad illuminare il gioco della Roma con giocate di alta scuola non è una novità. Ciononostante, gli azzurri di Reja gli concedono molto. Da applausi il colpo di tacco per Pizarro che procura il rigore, da far rabbrividire la freddezza con la quale segna il suo primo settimo gol stagionale, primo dal dischetto. Sfatato il tabù, speriamo. Da un suo tiro nasce il gol di Perrotta. Nel secondo tempo, cala un po' troppo. Voto 6,5.

Cassetti - Bentornato - Al rientro dopo il suo infortunio, entra per Cicinho e fa subito capire che il buon momento di inizio campionato non è finito. Molto intraprendente sulla fascia destra, con dribbling e cross a go-go. Si procura la punizione per il 4-3 di Pizarro, con Hamsik che rischia l'espulsione. Appunto nel finale, quando pasticcia con Ferrari permettendo a Zalayeta di chiudere la partita. Voto 6.

Vucinic
- Le solite - Entra per Mancini immediatamente dopo il 3-3, per rivitalizzare la manovra offensiva. C'è la volontà, ci sono i movimenti giusti, come al solito gli manca quel guizzo per far cambiare il volto alla partita. Magari qualcuno gli dà lezioni in "cattiveria", chiamate Cantona, Tyson, basta anche Delvecchio, che ancora si allena a Trigoria. Voto 5.

Panucci - Ingiudicabile - L'ultima carta di Spalletti, che spera di sfruttare la sua abilità aerea per il gol del 5-4, ma la fortuna non lo assiste. Senza voto.

Spalletti - Bocciato - La squadra entra in campo deconcentrata, come spesso accade dopo una sosta. Dopo la "sveglia" di Lavezzi, la Roma si ricompatta, gli errori difensivi, soprattutto sulle palle ferme, restano. Una grave lacuna, e non è da ieri che in quelle occasioni la banda di Spalletti si sbanda. Inspiegabile la decisione di lasciare in campo un Giuly anonimo per 90 minuti, così come si poteva già fare qualche sostituzione durante l'intervallo. Voto 4,5

giovedì, ottobre 11, 2007

Manchester-Roma, le pagelle


Curci - Scacciafantasmi - Chissà quanti tifosi della Roma erano presi dal panico alla notizia del forfait di Doni. Chissà quanti pensavano a un'altra goleada. Curci no, lui no. Una prestazione senza sbavature, non può nulla sul missile di Rooney. Nel primo tempo una scena che sottolinea tutta la sua sicurezza: Dopo un retropassaggio, dribbla Rooney nella sua area. Baciato anche dalla fortuna, quando un traversone sballato di Nani tocca la traversa. - Voto 6,5.

Cicinho - Terzi-no - Se la deve vedere con un difficile cliente come Nani che spesso tenta di superarlo con il suo dribbling, che spesso gli riesce. Il brasiliano pensa più alla fase difensiva e raramente si fa vedere in avanti, dove c'è già Giuly, chiara indicazione tattica. Troppe volte però fa capire che non ha ancora assemblato i movimenti da fare. - Voto 5,5.

Mexès - Jeanne d'Arc, quasi - Solidissimo al centro della difesa, coadiuvato da Juan, non fa quasi mai entrare gli inglesi nella sua area. Bravo negli anticipi, e la solita padronanza aerea. Quando però Nani inventa l'ottimo assist per il gol-partita di Rooney, anche lui si fa sorprendere, e infatti ecco che cade Orléans, Mexès non è ancora santo come Giovanna d'Arco. - Voto 6,5.

Juan - Che beffa! - Si integra perfettamente con il compagno Mexès, Saha, buttato in mischia a sorpresa, può solo cercare il tiro dalla distanza o spostarsi sulla fascia per cercare di sfondare. Anche lui nell'occasione del gol ha qualche esitazioni, uscendo un po' tardivamente su Nani. Con l'ingresso di Tevez, il Manchester guadagna in pericolosità, e lui soffre la sua agilità'. Bella prestazione, ma il gol pesa un po'. - Voto 6,5.

Tonetto - Freno tirato- Come Cicinho sulla corsia opposta, Tonetto deve pensare soprattutto alla fase difensiva, controllando però molto meglio Cristiano Ronaldo che spesso si accentra per trovare spazi, nel secondo tempo si sposta persino a sinistra. Nel primo tempo diversi errori di appoggio, e poche avanzate, impreciso anche sui pochi cross. - Voto 6.

De Rossi - Comeback - Sarà la voglia di riscatto, sarà la forma che sta tornando, fatto sta che a Manchester si rivede il miglior De Rossi. Controlla bene la mediana dando una mano in difesa e fa ripartire la manovra con ordine. Uno dei più positivi, da chiedersi però che cosa stava facendo in occasione del gol, tutto solo davanti l'area. - Voto 7.

Aquilani - Man-naggia 1! - L'anno scorso mancava anche lui a Manchester, Spalletti fa bene a lanciarlo dall'inizio al posto del meno robusto Pizarro. Il giovane di Montesacro abbina tanta grinta alle sue qualità tecniche, la fortuna non lo assiste, però. In due occasioni sfiora il gol dal limite, nella seconda sente una fitta al quadricipite destro. Con le lacrime al viso, deve abbandonare il campo e ora rischia due mesi di stop, probabile stiramento. - Voto 6,5.

Giuly - French Fries - In Inghilterra si chiamano "chips", negli USA "Fritte francesi", e il povero Giuly continua a fare conclusioni stile patatina. Complica la vita a Evra là a destra, con i suoi guizzi, come al 49' quando dá a Totti la palla del possibile 1-0. Il furetto francese poi si aggiunge alla lunga lista delle occasioni buttate, preferendo il fioretto alla sciabola, purtroppo. - Voto 6.

Mancini - Man-naggia 2! - Pronti via, e al 9' Mancini ha la prima grande occasione. Vero che gli viene fischiato un fuorigioco inesistente, il suo piatto destro è comunque parato da Kuszczak. Si smarca spesso sulla sinistra creando diversi grattacapi ai "Red Devils". Al 22' poi una situazione chiave. Il brasiliano penetra in area, si frappone tra pallone e Carrick, ma l'arbitro non concede il rigore dopo la chiara spinta dell'inglese. Poco dopo arriva il gioiello di Rooney. Sempre più in palla, a un quarto d'ora dalla fine fa posto a Vucinic. - Voto 6,5.

Perrotta - Non c'è due senza tre - "Ritorno a casa" da dimenticare per il calabrese, nato ad Ashton, a undici chilometri dall'Old Trafford. Come suo solito, macina chilometri svariando per tutto il campo. Bravo nei recuperi e discreto nel palleggio, anche lui ha la palla per il pareggio. Ma dopo gli erroracci contro Reggina e Juve, arriva l'orrore, a pochi passi dalla porta cicca completamente la palla spazzando l'area del Manchester. Più precisione, please! - Voto 6.

Totti - La minaccia fantasma - Il capitano non sta al meglio e sceglie di indietreggiare di qualche metro nel primo tempo, confondendo le idee ai difensori del Manchester. Il più pericoloso con i suoi tiri da fuori area, e con un'apertura magistrale per Mancini (vedi sopra). Poco dopo l'intervallo, sfugge a Vidic ma spara alto al vertice dell'area piccola. Scompare per una decina di minuti e arriva lo 0-1, ma poi sale in cattedra nei minuti finali: Apertura per De Rossi, ma Perrotta "rinvia", colpo di tacco per Vucinic, ma sciuppa Esposito. Partita da capitano vero, ma Manchester resta un tabù. - Voto 7.

Pizarro - Dov'è la sveglia? - Al 15' della ripresa è chiamato a sostituire l'infortunato Aquilani. Subito una sponda di Totti, ma Pizarro dal limite tentenna troppo e spara su Ferdinand. Dopo il gol, cerca di riordinare le idee della Roma, ma non ci sono grandi spunti. Cerca la ribattuta sul "rinvio" di Perrotta, ma sparacchia. I suoi lanci finiscono o in fuorigioco o nel nulla, come nel finale. - Voto 5,5.

Vucinic - Coraggio - Rileva Amantino con circa venti minuti da giocare ancora, piazzandosi sulla sinistra, dove cerca di sgusciare ai difensori, su assisti di Giuly si trascina la palla sul fondo, ma poi prende confidenza e serve a Esposito una palla d'oro, che lambisce il palo. Non è un caso che Vucinic si stia rivelando un ottimo uomo-assist. Ora però attendiamo finalmente i suoi gol. - Voto 6.

Esposito - Il Man-naggia finale - Una decina di minuti per l'ex cagliaritano, entrato per Giuly. A tre minuti dal novantesimo, ha l'occasione migliore per il pareggio più che meritato. Tutto solo, dopo il velo di Perrotta, sceglie un forte tiro di collo, la palla va fuori di un nulla. - Senza voto.

Spalletti - Sul piano tattico, non c'è nulla da rimproverare al tecnico giallorosso. Ai due esterni difensivi viene chiesto di non sbilanciarsi troppo per arginare le sfuriate di Nani e Ronaldo. Azzeccatissima la carta Aquilani. Nel secondo tempo vede che la sua squadra concede un po' troppo ai padroni di casa, ma l'infortunio di Alberto scombussola un po' i suoi piani. - Voto 7.

domenica, settembre 30, 2007

Il volo di Icaro

Chi non conosce il mito di Dedalo e Icaro. L'abile inventore che aveva costruito a Creta il labirinto di Cnosso per il re Minosse, vi fu rinchiuso assieme a suo figlio Icaro. Per fuggire, Dedalo costruì un paio di ali per sé e per il figlio, fissandole con della cera, raccomandando a suo figlio né di volere troppo in basso, per non far umidire le ali dai vapori del mare, né di volare troppo in alto perché il sole poteva sciogliere la cera. Quando erano già in volo, Icaro disobbedì agli ordini del padre e si avvicinò sempre di più al sole, esaltato dalla velocità delle sue ali. Icaro precipitò, il sole aveva infatti sciolto la cera, e annegò.

Ed eccoci ad analizzare la Roma, tanto bella, che spicca il volo, ma che poi cade per la propria ingenuità. I due pareggi rimediati contro Juventus e Fiorentina, nonostante la possibilità di portare in porto il prezioso vantaggio del 2 a 1, avrebbero dovuto bastare come avviso per la terza Roma di gestione spallettiana. Ma eccoci qui, un giorno dopo il pesante 1 a 4 subito in casa contro quell'Inter che negli ultimi tre anni è diventata la rivale numero uno a livello nazionale. I primi 28 minuti sono un continuo assalto all'area dei nerazzurri, dopo appena due minuti Totti su punizione e Amantino sulla ribattuta si vedono negare la rete da Julio Cesar, passano altri venti primi ed è nuovamente il portiere interista a vincere il duello tutto brasiliano contro il numero 30 giallorosso, che ci ha provato dal limite.

All'ennesimo calcio d'angolo per la Roma, ecco er pasticciaccio brutto de Francesco Totti. Corner basso battuto frettolosamente verso Pizarro, intuisce Maxwell che lancia in contropiede Cesar. Para Doni, ribattuta di Ibrahimovic e para... Giuly. Espulsione e rigore che cambiano completamente la partita. La Roma si scioglie, come appunto la cera sotto il sole. Incredibile poi, che la Roma trova il pareggio all'ottavo della ripresa, Maxwell si fa soffiare la sfera da Pizarro e Perrotta infila Julio Cesar. Si ricomincia? Sì, ma con il mito di Icaro. Invece di salvaguardare il preziosissimo punto, la Roma si apre, Cruz impegna subito Doni, la respinta arriva a Cesar che centra il palo. È fuorigioco, pericolo scampato, ma è solo il preludio alla goleada interista. Il pasodoble di Crespo e Cruz chiude la partita, troppi gli errori individuali da far rimarcare ai giocatori giallorossi. E se non bastasse, arriva anche la gloria personale per Cordoba, lasciato solissimo sul secondo palo dopo un corner.

Cercare uno o più capri espiatori in questa partita non porta da nessuna parte. Da Doni a Totti, tutti hanno commesso degli errori, da questo discorso non va escluso neanche Spalletti. Piuttosto che analizzare la singola partita, bisogna guardare ai limiti visti in queste ultime uscite. Salta all'occhio l'imprecisione sotto porta, che sia Mancini ieri o Vucinic a Firenze a tu per tu con il portiere, o addirittura a porta vuota come capitato a Perrotta contro Reggina e Juventus, la palla va messa in rete. Vanno anche corretti certi movimenti difensivi, che iniziano già a centrocampo, così come si deve fare più attenzione ai cali di concentrazione. I sette gol di Manchester dovevano bastare come lezione, in precampionato però, la Roma si è fatta rimontare due gol dalla Juventus che poi ne ha fatti cinque, ieri purtroppo c'è stato un'altro brutto stop. Quando la partita è andata, bisogna saper limitare i danni.

Basta quindi con i facili entusiasmi, quando c'è sempre da migliorare qualcosa, e basta con i piagnistei perché c'è chi gioca male o l'arbitro sbaglia in maniera clamorosa, basta con i processi, spesso basati sui gusti e le simpatie personali, basta con inutili paragoni tra questa Roma e quelle del passato o altre squadre che hanno qualcosa in più. Siamo sempre lì, ora bisogna saper ripartire e finalmente fare tesoro dei propri errori e trovare quella continuità per essere veramente una grande squadra, e non solo bella a metà.

domenica, agosto 19, 2007

Supercoppa: La Roma c'è, sbancata Milano!

(MILANO) - Un precampionato deludente, telenovele di mercato in entrata e uscita, infortuni importanti e acciacchati vari, ma la Roma c'è. La vittoria di misura grazie al rigore trasformato da Daniele De Rossi al 78° minuto non deve ingannare. Nonostante le defezioni di Amantino Mancini, David Pizarro, Matteo Ferrari e Juan, Spalletti è riuscito a mandare in campo una squadra in grado di sviluppare quel gioco che da due anni ormai contraddistingue i giallorossi. Le solite ripartenze, le rapide sovrapposizioni, più una solidità difensiva impressionante hanno giustificato una vittoria che avrebbe anche potuto avere un scarto maggiore.

Dieci angoli romanisti contro uno interista sono il sintomo di una gara dominata da Totti e Co., il Capitano giallorosso ha fatto vedere i soliti lampi di classe, da applausi la mediana con Aquilani e De Rossi bravi a difendere e a rilanciare la manovra. Per non parlare delle ottime risposte date da Giuly, un po' sprecone, e da un Vucinic finalmente pimpante, chiedere a Burdisso, protagonista in negativo anche in occasione del decisivo fallo da rigore su Totti. Bene anche la difesa, sebbene si poteva temere il peggio con Panucci centrale e Cassetti a sinistra di fronte al ciclone nerazzurro formato da Ibrahimovic e Suazo. Ciclone non fu, solamente un leggero venticello, con qualche folata senza esito. Dopo una gara tiratissima, con qualche accenno di nervosismo, La Roma c'è, e ora lasciamo alle altre festeggiare le vittorie in amichevole.
È tornato il sorriso sulle labbra dei giallorossi, ci auguriamo che vi rimanga a lungo.
Il tabellino:

INTER-ROMA 0-1 (De Rossi (rig.) al 33’ s.t.)

INTER (4-3-1-2): Julio Cesar; Burdisso (Cruz dal 41’ s.t.), Cordoba, Materazzi, Chivu; Vieira(dal 22’ s.t. Cambiasso), Dacourt (dal 7’ s.t. Figo), Zanetti; Stankovic; Suazo, Ibrahimovic. A disp. Toldo, Samuel, Maxwell, Crespo. All. Mancini.
ROMA (4-2-3-1): Doni; Cassetti, Mexes, Panucci, Tonetto; De Rossi, Aquilani; Vucinic (dal 45’ s.t. Rosi), Giuly, Taddei (dal 28’ s.t. Brighi); Totti. A disp. Curci, Andreolli, Mancini, Perrotta, Nonda. All. Spalletti.
ARBITRO: Rosetti.
NOTE: spettatori 55mila circa; espulso Perrotta (dalla panchina) al 26’ per c.n.r.; ammoniti Tonetto,Ibrahimovic, Panucci, Stankovic, Mexes, Materazzi, Doni; angoli 1-10; recupero 1’ p.t. 4’ s.t.

martedì, luglio 17, 2007

Inizia il ritiro con un colpo che sorprende


Fissato il raduno per la mezzanotte fra il 15 ed il 16 luglio, la Roma si presenta a larghi completi (o per certi versi fin troppo affollati) a Trigoria. Presenti anche i giocatori in esubero come Nonda e Zotti, prossimo l'arrivo di Kuffour. Primo ad arrivare il ribelle Christian Chivu, giunto nell'indifferenza generale e pronto ad iniziare una nuova stagione nella Roma. S'è parlato di mille ipotesi, ma allo stato attuale dei fatti il buonsenso dovrebbe portare le parti ad un rinnovo "forzato" che tranquillizzi gli animi per dodici mesi in attesa di una cessione scontata ad un prezzo che accontenti tutti. Il ragazzo avrebbe così la possibilità di giocare nella stagione precedente all'Europeo e la Roma vedrebbe soddisfatta l'esigenza di cassa, pur tenendo il pugno duro nei confronti dei Becali e dell'Inter. Un colpo però sembra sconvolgere la prima nottata di questa nuova edizione della Roma : Ludovic Giuly è prossimo alla firma. L'affare sembra praticamente concluso sulla base di 4 milioni da versare al Barcellona (che potrebbero diventare 6 in caso di qualificazione alla prossima Champions League) e circa 2 netti all'anno al giocatore. L'ala francese verrà ad arricchire un finalmente numeroso organico, portando a quattro il numero di esterni offensivi a disposizione di Mister Spalletti. L'obiettivo dei venti giocatori validi in rosa sembra pienamente conseguito, anche se per certi versi in modo forzato (vedi mancata cessione del centrale rumeno) e fortunoso. Diventa indispensabile ora decidere fermamente di tenere tutti gli elementi a disposizione, per avere finalmente una rosa adatta a sostenere a livello qualitativo e quantitativo le tre competizioni stagionali.

L'attuale organico : Doni (Curci), Panucci ( Cassetti), Mexes (Ferrari), Juan (Chivu), Tonetto , De Rossi ( Brighi, Barusso), Pizarro (Aquilani), Taddei (Giuly), Mancini (Esposito), Perrotta, Totti (Vucinic)

giovedì, luglio 12, 2007

Lo strano, usuale, mercato della Roma


E' notizia di oggi la rottura, pare definitiva, fra i Becali ed il dirigente giallorosso Pradè. Per i meno attenti ricapitoliamo le precedenti puntate : Chivu si accorda con l'Inter che gli offre un contratto faraonico con annessa stecca sottobanco per i suoi due potenti procuratori, poco dopo il club di Moratti presenta alla Roma offerta ufficiale di 14 milioni più il prestito di Obinna. Barcellona prima e in particolar modo il Real Madrid ne presentano una migliore, entrambe accettate dalla Roma. Le due società spagnole si scontrano però con il rifiuto inspiegabile del giocatore, ritirandosi poi dalla trattativa con l'acquisto rispettivamente dei non irreprensibili Milito e Pepe. I Becali, forti del loro privato accordo, minacciano la Roma dicendo che il loro assistito è ben contesto di rimanere a Trigoria per quest'anno. Si arriva all'incontro di oggi che avrebbe dovuto sancire una conciliazione fra le parti con annesso trasferimento del centrale rumeno a Milano per una cifra decente che avrebbe fatto contenti tutti, sia l'allenatore Mancini che le casse di Rosella Sensi sempre vogliose di nuovi capitali. Ed invece no, a sorpresa il quadro sembra nuovamente cambiare. Pradè esce dal formale incontro sostenendo a chiare lettere che la permanenza di Christian Chivu a Roma per la prossima stagione sarà sicura, anche in funzione dell'ingente danno economico procurato dal giocatore alla nostra società. Vedremo come andrà a finire la vicenda e solo al 31 agosto capireremo se s'è trattato delle solite dichiarazioni di rito o della realizzazione di un principio di dignità che ci ha visti non subordinati al ricatto ordito da Moratti e company.

Una cosa però, in entrambi i casi,è sicura : sia se il ragazzo rimarrà qui, sia se sarà venduto nella fase finale di agosto....non dobbiamo aspettarci colpi rilevanti nel futuro prossimo che contribuiscano ad arricchire una rosa sicuramente non ancora ai livelli numerici delle grandissime d'Europa.

giovedì, luglio 05, 2007

Primo acquisto ufficiale


Nel giorno della dichiarazione ufficiale con cui l'Inter si ritira dalla trattativa per Chivu, lasciando di fatto via libera al Real Madrid, ecco che arriva il primo innesto per la terza Roma di mister Spalletti.

In comproprietà libera dal Cagliari ecco Mauro Esposito, 28enne ala che ha giocato in Sardegna le ultime tre stagioni. Il ragazzo, reduce da un grave infortunio pienamente recuperato secondo il responso di Villa Stuart, è stato acquisito in comproprietà libera per 2 milioni di euro (pagabili in due anni) ed il prestito di Magliocchetti.

La formula non convince, poichè è estremamente probabile che dovremo sederci sul tavolo per una estenuante trattativa con Cellino nella prossima estate ; va però detto che la cifra spesa è indubbiamente buona e sembra opportuno rischiare.

Il giocatore viene da due stagioni negative dopo quella di esordio a Cagliari in cui aveva conquistato la nazionale, anche grazie all'estrema classe del compagno di squadra Gianfranco Zola.

Si aspetta intanto, come detto in precedenza, il "si" ufficiale di Christian Chivu per il trasferimento al Real Madrid. Sembra improbabile un suo rifiuto che fra l'altro lo metterebbe nell'ostica situazione di non esser ben visto proprio qui a Roma. Proprio la nostra società intanto ha ufficialmente accettato l'offerta del club di Calderon, 18 milioni di euro pagabili in quattro rate (la cadenza è da stabilire).