domenica, ottobre 21, 2007

Roma-Napoli, le pagelle


(ROMA) - Roma a doppia faccia davanti a un Olimpico con più o meno 25.000 abbonati a poter seguire una partita dalle mille emozioni.

Curci - L'ingresso sta qui -
Secondo la smorfia napoletana, il numero 1 può anche significare l'ingresso. Normalmente, il portiere lo deve salvaguardare, a Curci però il gioco del lotto concede un bel 4, l'addormentarsi. Partita nata male, e finita tra i fischi. La squadra certamente non l'aiuta, ma anche lui non fa abbastanza, vedere l'eurogol di Gargano. Voto 5.

Cicinho - Vittima sacrificale -
L'ex madridista parte da titolare, giocando inizialmente con il freno a meno. Col passare del tempo acquista fiducia e lo si vede finalmente arrivare con frequenza sul fondo, i suoi cross però non risultano mai troppo azzeccati. In fase difensiva, qualche contrasto decente, ma concede troppi spazzi, vedere il 2-2 di Hamsik. Dopo circa un'ora deve far posto a Cassetti.. Voto 5,5.

Ferrari - Punto da Zanzareta - Grande sicurezza nel primo tempo, con ottimi anticipi di testa che a palla bassa. Non fa rimpiangere Juan, relegato in panchina perché tornato tardi dagli impegni con la Seleçao. Dopo la ripresa, anche lui ci mette del suo nei pasticci difensivi che il Napoli sfrutta per riagguantare il triplo svantaggio, perde il contrasto aereo con Zalayeta per il definitivo 4-4. Quell'ammonizione per un fallo di mano inesistente al 53° grida ancora vendetta. Voto 5,5.

Mexès - Pietra arenaria -
Ci mette molta cattiveria, a volte troppa, per contrastare gli attaccanti del Napoli. Molti interventi decisivi, ma come Ferrari, non dà molta sicurezza appena il Napoli la butta nel mezzo dell'area nel secondo tempo. Vicino al gol in due occasioni. Voto 5,5.

Tonetto - Sotto ton...etto - La condizione c'è, e anche le solite cavalcate sulla corsia sinistra, le sue incursioni a volte troppo frenetiche fanno ripartire la squadra di Edy Reja. E quanta imprecisione nei suoi cross. Voto 5,5.

De Rossi - Baluardo -
La sua presenza in mezzo al campo è fondamentale, con un Hamsik che sfuria dappertutto. Fa un grande lavoro di copertura e si fa sempre trovare pronto quando bisogna far partire la manovra. Bravo a tentare il tiro che porta al 3-2 complice un Iezzo in tilt. Voto 6,5.

Pizarro - Rebus -
Che dire di un giocatore che 1) procura un rigore, 2) dà a De Rossi il pallone per il 3-2, 3) segna su punizione (deviata) il possibile gol della vittoria? Tanto, tantissimo. Per tutta la gara rilancia le azioni del Napoli con passaggi sballati, sbagliando inoltre stop facili. Si salva per le sue fiammate, ma un Pizarro del genere è un cruccio per il gioco della Roma. Voto 6.

Giuly - Non pervenuto - Vista la fragilità della retroguardia napoletana, ci si doveva aspettare da lui tante azioni sulla corsia destra, Giuly però pare astenersi dal gioco di squadra. Partita anonima, nel 3-3 di Gargano rincorre l'uruguaiano concedendogli tutto il tempo per battere a rete dalla lunga distanza. Voto 4.

Perrotta - Falco invisibile - Non trova molto spazio per le sue incursioni, ma quando si avventa sul tiro di Totti parato da Iezzo, portando la Roma sul 2-1, si vede quel Perrotta che nelle due stagioni passate ha fatto la fortuna della Roma. Per il resto, si vede poco, ingarbugliato dalla ragnatela del Napoli. Voto 6.

Mancini - "Contratto" - Ha tante palle giocabili visto che sulla fascia opposta si gioca con un uomo in meno (Giuly). Il brasiliano non le sfrutta a dovere, gli manca quasi sempre l'ultimo spunto, praticamente mai al tiro, contro una difesa nella quale avrebbe potuto segnare chiunque. Forse la testa era altrove. Voto 5.

Totti - Predicatore nel deserto - Che sia lui il giocatore ad illuminare il gioco della Roma con giocate di alta scuola non è una novità. Ciononostante, gli azzurri di Reja gli concedono molto. Da applausi il colpo di tacco per Pizarro che procura il rigore, da far rabbrividire la freddezza con la quale segna il suo primo settimo gol stagionale, primo dal dischetto. Sfatato il tabù, speriamo. Da un suo tiro nasce il gol di Perrotta. Nel secondo tempo, cala un po' troppo. Voto 6,5.

Cassetti - Bentornato - Al rientro dopo il suo infortunio, entra per Cicinho e fa subito capire che il buon momento di inizio campionato non è finito. Molto intraprendente sulla fascia destra, con dribbling e cross a go-go. Si procura la punizione per il 4-3 di Pizarro, con Hamsik che rischia l'espulsione. Appunto nel finale, quando pasticcia con Ferrari permettendo a Zalayeta di chiudere la partita. Voto 6.

Vucinic
- Le solite - Entra per Mancini immediatamente dopo il 3-3, per rivitalizzare la manovra offensiva. C'è la volontà, ci sono i movimenti giusti, come al solito gli manca quel guizzo per far cambiare il volto alla partita. Magari qualcuno gli dà lezioni in "cattiveria", chiamate Cantona, Tyson, basta anche Delvecchio, che ancora si allena a Trigoria. Voto 5.

Panucci - Ingiudicabile - L'ultima carta di Spalletti, che spera di sfruttare la sua abilità aerea per il gol del 5-4, ma la fortuna non lo assiste. Senza voto.

Spalletti - Bocciato - La squadra entra in campo deconcentrata, come spesso accade dopo una sosta. Dopo la "sveglia" di Lavezzi, la Roma si ricompatta, gli errori difensivi, soprattutto sulle palle ferme, restano. Una grave lacuna, e non è da ieri che in quelle occasioni la banda di Spalletti si sbanda. Inspiegabile la decisione di lasciare in campo un Giuly anonimo per 90 minuti, così come si poteva già fare qualche sostituzione durante l'intervallo. Voto 4,5

giovedì, ottobre 11, 2007

Manchester-Roma, le pagelle


Curci - Scacciafantasmi - Chissà quanti tifosi della Roma erano presi dal panico alla notizia del forfait di Doni. Chissà quanti pensavano a un'altra goleada. Curci no, lui no. Una prestazione senza sbavature, non può nulla sul missile di Rooney. Nel primo tempo una scena che sottolinea tutta la sua sicurezza: Dopo un retropassaggio, dribbla Rooney nella sua area. Baciato anche dalla fortuna, quando un traversone sballato di Nani tocca la traversa. - Voto 6,5.

Cicinho - Terzi-no - Se la deve vedere con un difficile cliente come Nani che spesso tenta di superarlo con il suo dribbling, che spesso gli riesce. Il brasiliano pensa più alla fase difensiva e raramente si fa vedere in avanti, dove c'è già Giuly, chiara indicazione tattica. Troppe volte però fa capire che non ha ancora assemblato i movimenti da fare. - Voto 5,5.

Mexès - Jeanne d'Arc, quasi - Solidissimo al centro della difesa, coadiuvato da Juan, non fa quasi mai entrare gli inglesi nella sua area. Bravo negli anticipi, e la solita padronanza aerea. Quando però Nani inventa l'ottimo assist per il gol-partita di Rooney, anche lui si fa sorprendere, e infatti ecco che cade Orléans, Mexès non è ancora santo come Giovanna d'Arco. - Voto 6,5.

Juan - Che beffa! - Si integra perfettamente con il compagno Mexès, Saha, buttato in mischia a sorpresa, può solo cercare il tiro dalla distanza o spostarsi sulla fascia per cercare di sfondare. Anche lui nell'occasione del gol ha qualche esitazioni, uscendo un po' tardivamente su Nani. Con l'ingresso di Tevez, il Manchester guadagna in pericolosità, e lui soffre la sua agilità'. Bella prestazione, ma il gol pesa un po'. - Voto 6,5.

Tonetto - Freno tirato- Come Cicinho sulla corsia opposta, Tonetto deve pensare soprattutto alla fase difensiva, controllando però molto meglio Cristiano Ronaldo che spesso si accentra per trovare spazi, nel secondo tempo si sposta persino a sinistra. Nel primo tempo diversi errori di appoggio, e poche avanzate, impreciso anche sui pochi cross. - Voto 6.

De Rossi - Comeback - Sarà la voglia di riscatto, sarà la forma che sta tornando, fatto sta che a Manchester si rivede il miglior De Rossi. Controlla bene la mediana dando una mano in difesa e fa ripartire la manovra con ordine. Uno dei più positivi, da chiedersi però che cosa stava facendo in occasione del gol, tutto solo davanti l'area. - Voto 7.

Aquilani - Man-naggia 1! - L'anno scorso mancava anche lui a Manchester, Spalletti fa bene a lanciarlo dall'inizio al posto del meno robusto Pizarro. Il giovane di Montesacro abbina tanta grinta alle sue qualità tecniche, la fortuna non lo assiste, però. In due occasioni sfiora il gol dal limite, nella seconda sente una fitta al quadricipite destro. Con le lacrime al viso, deve abbandonare il campo e ora rischia due mesi di stop, probabile stiramento. - Voto 6,5.

Giuly - French Fries - In Inghilterra si chiamano "chips", negli USA "Fritte francesi", e il povero Giuly continua a fare conclusioni stile patatina. Complica la vita a Evra là a destra, con i suoi guizzi, come al 49' quando dá a Totti la palla del possibile 1-0. Il furetto francese poi si aggiunge alla lunga lista delle occasioni buttate, preferendo il fioretto alla sciabola, purtroppo. - Voto 6.

Mancini - Man-naggia 2! - Pronti via, e al 9' Mancini ha la prima grande occasione. Vero che gli viene fischiato un fuorigioco inesistente, il suo piatto destro è comunque parato da Kuszczak. Si smarca spesso sulla sinistra creando diversi grattacapi ai "Red Devils". Al 22' poi una situazione chiave. Il brasiliano penetra in area, si frappone tra pallone e Carrick, ma l'arbitro non concede il rigore dopo la chiara spinta dell'inglese. Poco dopo arriva il gioiello di Rooney. Sempre più in palla, a un quarto d'ora dalla fine fa posto a Vucinic. - Voto 6,5.

Perrotta - Non c'è due senza tre - "Ritorno a casa" da dimenticare per il calabrese, nato ad Ashton, a undici chilometri dall'Old Trafford. Come suo solito, macina chilometri svariando per tutto il campo. Bravo nei recuperi e discreto nel palleggio, anche lui ha la palla per il pareggio. Ma dopo gli erroracci contro Reggina e Juve, arriva l'orrore, a pochi passi dalla porta cicca completamente la palla spazzando l'area del Manchester. Più precisione, please! - Voto 6.

Totti - La minaccia fantasma - Il capitano non sta al meglio e sceglie di indietreggiare di qualche metro nel primo tempo, confondendo le idee ai difensori del Manchester. Il più pericoloso con i suoi tiri da fuori area, e con un'apertura magistrale per Mancini (vedi sopra). Poco dopo l'intervallo, sfugge a Vidic ma spara alto al vertice dell'area piccola. Scompare per una decina di minuti e arriva lo 0-1, ma poi sale in cattedra nei minuti finali: Apertura per De Rossi, ma Perrotta "rinvia", colpo di tacco per Vucinic, ma sciuppa Esposito. Partita da capitano vero, ma Manchester resta un tabù. - Voto 7.

Pizarro - Dov'è la sveglia? - Al 15' della ripresa è chiamato a sostituire l'infortunato Aquilani. Subito una sponda di Totti, ma Pizarro dal limite tentenna troppo e spara su Ferdinand. Dopo il gol, cerca di riordinare le idee della Roma, ma non ci sono grandi spunti. Cerca la ribattuta sul "rinvio" di Perrotta, ma sparacchia. I suoi lanci finiscono o in fuorigioco o nel nulla, come nel finale. - Voto 5,5.

Vucinic - Coraggio - Rileva Amantino con circa venti minuti da giocare ancora, piazzandosi sulla sinistra, dove cerca di sgusciare ai difensori, su assisti di Giuly si trascina la palla sul fondo, ma poi prende confidenza e serve a Esposito una palla d'oro, che lambisce il palo. Non è un caso che Vucinic si stia rivelando un ottimo uomo-assist. Ora però attendiamo finalmente i suoi gol. - Voto 6.

Esposito - Il Man-naggia finale - Una decina di minuti per l'ex cagliaritano, entrato per Giuly. A tre minuti dal novantesimo, ha l'occasione migliore per il pareggio più che meritato. Tutto solo, dopo il velo di Perrotta, sceglie un forte tiro di collo, la palla va fuori di un nulla. - Senza voto.

Spalletti - Sul piano tattico, non c'è nulla da rimproverare al tecnico giallorosso. Ai due esterni difensivi viene chiesto di non sbilanciarsi troppo per arginare le sfuriate di Nani e Ronaldo. Azzeccatissima la carta Aquilani. Nel secondo tempo vede che la sua squadra concede un po' troppo ai padroni di casa, ma l'infortunio di Alberto scombussola un po' i suoi piani. - Voto 7.

domenica, settembre 30, 2007

Il volo di Icaro

Chi non conosce il mito di Dedalo e Icaro. L'abile inventore che aveva costruito a Creta il labirinto di Cnosso per il re Minosse, vi fu rinchiuso assieme a suo figlio Icaro. Per fuggire, Dedalo costruì un paio di ali per sé e per il figlio, fissandole con della cera, raccomandando a suo figlio né di volere troppo in basso, per non far umidire le ali dai vapori del mare, né di volare troppo in alto perché il sole poteva sciogliere la cera. Quando erano già in volo, Icaro disobbedì agli ordini del padre e si avvicinò sempre di più al sole, esaltato dalla velocità delle sue ali. Icaro precipitò, il sole aveva infatti sciolto la cera, e annegò.

Ed eccoci ad analizzare la Roma, tanto bella, che spicca il volo, ma che poi cade per la propria ingenuità. I due pareggi rimediati contro Juventus e Fiorentina, nonostante la possibilità di portare in porto il prezioso vantaggio del 2 a 1, avrebbero dovuto bastare come avviso per la terza Roma di gestione spallettiana. Ma eccoci qui, un giorno dopo il pesante 1 a 4 subito in casa contro quell'Inter che negli ultimi tre anni è diventata la rivale numero uno a livello nazionale. I primi 28 minuti sono un continuo assalto all'area dei nerazzurri, dopo appena due minuti Totti su punizione e Amantino sulla ribattuta si vedono negare la rete da Julio Cesar, passano altri venti primi ed è nuovamente il portiere interista a vincere il duello tutto brasiliano contro il numero 30 giallorosso, che ci ha provato dal limite.

All'ennesimo calcio d'angolo per la Roma, ecco er pasticciaccio brutto de Francesco Totti. Corner basso battuto frettolosamente verso Pizarro, intuisce Maxwell che lancia in contropiede Cesar. Para Doni, ribattuta di Ibrahimovic e para... Giuly. Espulsione e rigore che cambiano completamente la partita. La Roma si scioglie, come appunto la cera sotto il sole. Incredibile poi, che la Roma trova il pareggio all'ottavo della ripresa, Maxwell si fa soffiare la sfera da Pizarro e Perrotta infila Julio Cesar. Si ricomincia? Sì, ma con il mito di Icaro. Invece di salvaguardare il preziosissimo punto, la Roma si apre, Cruz impegna subito Doni, la respinta arriva a Cesar che centra il palo. È fuorigioco, pericolo scampato, ma è solo il preludio alla goleada interista. Il pasodoble di Crespo e Cruz chiude la partita, troppi gli errori individuali da far rimarcare ai giocatori giallorossi. E se non bastasse, arriva anche la gloria personale per Cordoba, lasciato solissimo sul secondo palo dopo un corner.

Cercare uno o più capri espiatori in questa partita non porta da nessuna parte. Da Doni a Totti, tutti hanno commesso degli errori, da questo discorso non va escluso neanche Spalletti. Piuttosto che analizzare la singola partita, bisogna guardare ai limiti visti in queste ultime uscite. Salta all'occhio l'imprecisione sotto porta, che sia Mancini ieri o Vucinic a Firenze a tu per tu con il portiere, o addirittura a porta vuota come capitato a Perrotta contro Reggina e Juventus, la palla va messa in rete. Vanno anche corretti certi movimenti difensivi, che iniziano già a centrocampo, così come si deve fare più attenzione ai cali di concentrazione. I sette gol di Manchester dovevano bastare come lezione, in precampionato però, la Roma si è fatta rimontare due gol dalla Juventus che poi ne ha fatti cinque, ieri purtroppo c'è stato un'altro brutto stop. Quando la partita è andata, bisogna saper limitare i danni.

Basta quindi con i facili entusiasmi, quando c'è sempre da migliorare qualcosa, e basta con i piagnistei perché c'è chi gioca male o l'arbitro sbaglia in maniera clamorosa, basta con i processi, spesso basati sui gusti e le simpatie personali, basta con inutili paragoni tra questa Roma e quelle del passato o altre squadre che hanno qualcosa in più. Siamo sempre lì, ora bisogna saper ripartire e finalmente fare tesoro dei propri errori e trovare quella continuità per essere veramente una grande squadra, e non solo bella a metà.

domenica, agosto 19, 2007

Supercoppa: La Roma c'è, sbancata Milano!

(MILANO) - Un precampionato deludente, telenovele di mercato in entrata e uscita, infortuni importanti e acciacchati vari, ma la Roma c'è. La vittoria di misura grazie al rigore trasformato da Daniele De Rossi al 78° minuto non deve ingannare. Nonostante le defezioni di Amantino Mancini, David Pizarro, Matteo Ferrari e Juan, Spalletti è riuscito a mandare in campo una squadra in grado di sviluppare quel gioco che da due anni ormai contraddistingue i giallorossi. Le solite ripartenze, le rapide sovrapposizioni, più una solidità difensiva impressionante hanno giustificato una vittoria che avrebbe anche potuto avere un scarto maggiore.

Dieci angoli romanisti contro uno interista sono il sintomo di una gara dominata da Totti e Co., il Capitano giallorosso ha fatto vedere i soliti lampi di classe, da applausi la mediana con Aquilani e De Rossi bravi a difendere e a rilanciare la manovra. Per non parlare delle ottime risposte date da Giuly, un po' sprecone, e da un Vucinic finalmente pimpante, chiedere a Burdisso, protagonista in negativo anche in occasione del decisivo fallo da rigore su Totti. Bene anche la difesa, sebbene si poteva temere il peggio con Panucci centrale e Cassetti a sinistra di fronte al ciclone nerazzurro formato da Ibrahimovic e Suazo. Ciclone non fu, solamente un leggero venticello, con qualche folata senza esito. Dopo una gara tiratissima, con qualche accenno di nervosismo, La Roma c'è, e ora lasciamo alle altre festeggiare le vittorie in amichevole.
È tornato il sorriso sulle labbra dei giallorossi, ci auguriamo che vi rimanga a lungo.
Il tabellino:

INTER-ROMA 0-1 (De Rossi (rig.) al 33’ s.t.)

INTER (4-3-1-2): Julio Cesar; Burdisso (Cruz dal 41’ s.t.), Cordoba, Materazzi, Chivu; Vieira(dal 22’ s.t. Cambiasso), Dacourt (dal 7’ s.t. Figo), Zanetti; Stankovic; Suazo, Ibrahimovic. A disp. Toldo, Samuel, Maxwell, Crespo. All. Mancini.
ROMA (4-2-3-1): Doni; Cassetti, Mexes, Panucci, Tonetto; De Rossi, Aquilani; Vucinic (dal 45’ s.t. Rosi), Giuly, Taddei (dal 28’ s.t. Brighi); Totti. A disp. Curci, Andreolli, Mancini, Perrotta, Nonda. All. Spalletti.
ARBITRO: Rosetti.
NOTE: spettatori 55mila circa; espulso Perrotta (dalla panchina) al 26’ per c.n.r.; ammoniti Tonetto,Ibrahimovic, Panucci, Stankovic, Mexes, Materazzi, Doni; angoli 1-10; recupero 1’ p.t. 4’ s.t.

martedì, luglio 17, 2007

Inizia il ritiro con un colpo che sorprende


Fissato il raduno per la mezzanotte fra il 15 ed il 16 luglio, la Roma si presenta a larghi completi (o per certi versi fin troppo affollati) a Trigoria. Presenti anche i giocatori in esubero come Nonda e Zotti, prossimo l'arrivo di Kuffour. Primo ad arrivare il ribelle Christian Chivu, giunto nell'indifferenza generale e pronto ad iniziare una nuova stagione nella Roma. S'è parlato di mille ipotesi, ma allo stato attuale dei fatti il buonsenso dovrebbe portare le parti ad un rinnovo "forzato" che tranquillizzi gli animi per dodici mesi in attesa di una cessione scontata ad un prezzo che accontenti tutti. Il ragazzo avrebbe così la possibilità di giocare nella stagione precedente all'Europeo e la Roma vedrebbe soddisfatta l'esigenza di cassa, pur tenendo il pugno duro nei confronti dei Becali e dell'Inter. Un colpo però sembra sconvolgere la prima nottata di questa nuova edizione della Roma : Ludovic Giuly è prossimo alla firma. L'affare sembra praticamente concluso sulla base di 4 milioni da versare al Barcellona (che potrebbero diventare 6 in caso di qualificazione alla prossima Champions League) e circa 2 netti all'anno al giocatore. L'ala francese verrà ad arricchire un finalmente numeroso organico, portando a quattro il numero di esterni offensivi a disposizione di Mister Spalletti. L'obiettivo dei venti giocatori validi in rosa sembra pienamente conseguito, anche se per certi versi in modo forzato (vedi mancata cessione del centrale rumeno) e fortunoso. Diventa indispensabile ora decidere fermamente di tenere tutti gli elementi a disposizione, per avere finalmente una rosa adatta a sostenere a livello qualitativo e quantitativo le tre competizioni stagionali.

L'attuale organico : Doni (Curci), Panucci ( Cassetti), Mexes (Ferrari), Juan (Chivu), Tonetto , De Rossi ( Brighi, Barusso), Pizarro (Aquilani), Taddei (Giuly), Mancini (Esposito), Perrotta, Totti (Vucinic)

giovedì, luglio 12, 2007

Lo strano, usuale, mercato della Roma


E' notizia di oggi la rottura, pare definitiva, fra i Becali ed il dirigente giallorosso Pradè. Per i meno attenti ricapitoliamo le precedenti puntate : Chivu si accorda con l'Inter che gli offre un contratto faraonico con annessa stecca sottobanco per i suoi due potenti procuratori, poco dopo il club di Moratti presenta alla Roma offerta ufficiale di 14 milioni più il prestito di Obinna. Barcellona prima e in particolar modo il Real Madrid ne presentano una migliore, entrambe accettate dalla Roma. Le due società spagnole si scontrano però con il rifiuto inspiegabile del giocatore, ritirandosi poi dalla trattativa con l'acquisto rispettivamente dei non irreprensibili Milito e Pepe. I Becali, forti del loro privato accordo, minacciano la Roma dicendo che il loro assistito è ben contesto di rimanere a Trigoria per quest'anno. Si arriva all'incontro di oggi che avrebbe dovuto sancire una conciliazione fra le parti con annesso trasferimento del centrale rumeno a Milano per una cifra decente che avrebbe fatto contenti tutti, sia l'allenatore Mancini che le casse di Rosella Sensi sempre vogliose di nuovi capitali. Ed invece no, a sorpresa il quadro sembra nuovamente cambiare. Pradè esce dal formale incontro sostenendo a chiare lettere che la permanenza di Christian Chivu a Roma per la prossima stagione sarà sicura, anche in funzione dell'ingente danno economico procurato dal giocatore alla nostra società. Vedremo come andrà a finire la vicenda e solo al 31 agosto capireremo se s'è trattato delle solite dichiarazioni di rito o della realizzazione di un principio di dignità che ci ha visti non subordinati al ricatto ordito da Moratti e company.

Una cosa però, in entrambi i casi,è sicura : sia se il ragazzo rimarrà qui, sia se sarà venduto nella fase finale di agosto....non dobbiamo aspettarci colpi rilevanti nel futuro prossimo che contribuiscano ad arricchire una rosa sicuramente non ancora ai livelli numerici delle grandissime d'Europa.

giovedì, luglio 05, 2007

Primo acquisto ufficiale


Nel giorno della dichiarazione ufficiale con cui l'Inter si ritira dalla trattativa per Chivu, lasciando di fatto via libera al Real Madrid, ecco che arriva il primo innesto per la terza Roma di mister Spalletti.

In comproprietà libera dal Cagliari ecco Mauro Esposito, 28enne ala che ha giocato in Sardegna le ultime tre stagioni. Il ragazzo, reduce da un grave infortunio pienamente recuperato secondo il responso di Villa Stuart, è stato acquisito in comproprietà libera per 2 milioni di euro (pagabili in due anni) ed il prestito di Magliocchetti.

La formula non convince, poichè è estremamente probabile che dovremo sederci sul tavolo per una estenuante trattativa con Cellino nella prossima estate ; va però detto che la cifra spesa è indubbiamente buona e sembra opportuno rischiare.

Il giocatore viene da due stagioni negative dopo quella di esordio a Cagliari in cui aveva conquistato la nazionale, anche grazie all'estrema classe del compagno di squadra Gianfranco Zola.

Si aspetta intanto, come detto in precedenza, il "si" ufficiale di Christian Chivu per il trasferimento al Real Madrid. Sembra improbabile un suo rifiuto che fra l'altro lo metterebbe nell'ostica situazione di non esser ben visto proprio qui a Roma. Proprio la nostra società intanto ha ufficialmente accettato l'offerta del club di Calderon, 18 milioni di euro pagabili in quattro rate (la cadenza è da stabilire).

mercoledì, luglio 04, 2007

Tutto è finito...?


La giornata di oggi, oltre al consiglio d'amministrazione della Roma, porta praticamente all'ufficialità dell'accordo fra Roma e Real Madrid per il trasferimento di Christian Chivu in Spagna. Sulla base di diciotto milioni si sarebbe raggiunta l'intesa, anche se non è escluso l'inserimento di Cicinho all'ultimo momento. Andrebbe però definita la valutazione del terzino destro brasiliano.


Rimane da trovare l'accordo fra i procuratori del giocatore e Pedrag Mijatovic, ds del Real ; la questione però non dovrebbe esser troppo problematica, dato che il presidente Calderon sembra propenso a pareggiare l'offerta dell'Inter.

Si concluderebbe quindi nel migliore dei modi una vicenda che comunque vedrà la Roma perdere un top player, giocatore fra i più conosciuti della squadra anche in campo internazionale.

Rosella Sensi intanto, dopo qualche dichiarazione di rito,si sbilancia con un : "Investiremo in caso di cessione tutti i soldi ricavati", cosa che dovrebbe portare la società ad avere a disposizione un totale di oltre 30 milioni di euro da spendere in questo calciomercato.

In un periodo di povertà generale e conclamata una cifra simile potrebbe consentirci sicuramente di arricchire la panchina di almeno cinque elementi di buon livello, senza precluderci il tentativo di un colpo importante.

Cellino intanto riapre alla Roma, riavvicinando Esposito a Trigoria. Prende quota la candidatura di Brighi come contropartita per Modesto, scelta che personalmente non mi entusiasmerebbe.

Gradirei iniziare la stagione con cinque centrali di centrocampo a disposizione (De Rossi-Pizarro-Aquilani-Barusso-Brighi), cosa che ci consentirebbe di avere sicuramente a disposizione il miglior reparto del campionato italiano.

martedì, luglio 03, 2007

La quarta puntata del telefilm che poco ci piace


Tutto sembrata fatto ed invece no. Prima l'Inter ottiene l'accordo con Chivu e arriva ad un passo dal concludere la trattativa, poi si inserisce il Barcellona che sembra andare in vantaggio. Nel terzo atto tornano i nerazzurri ad essere ad un passo dal concludere, sostanzialmente pareggiando l'offerta dei blaugrana. E proprio mentre tutto sembra finito, ecco l'ultimo evento. Bronzetti, intermediario fino a ieri proprio del Barca, atterra a Roma con Mijatovic (direttore sportivo del Real Madrid) per trattare il giocatore per conto di Calderon.

Si parla, proprio oggi,di una valida offerta di 16 milioni di euro. I soliti rumors romani la sparano grossa, proponendo a turno il ritorno del figlio prodigo Cassano o dell' "amatissimo" Fabio Cannavaro evidentemente propenso a dimezzarsi lo stipendio per indossare la nostra maglia senza sponsor.

L'unico nome forse, a voler essere ottimisti, possibile appare quello di Cicinho. Terzino destro brasileiro con più nome che sostanza e reduce da un serio infortunio e, proprio per questo,perfettamente rientrante nel target di Villa Pacelli.

L'opinione del qui presente? A ben vedere le offerte dei club sostanzialmente si equivalgono,poichè i 14 + mezzo Obinna sono equiparabili ai 16 eventualmente provenienti da terra spagnola.

Il rumeno quindi andrà all'Inter, dato che alla fin fine a contare sempre di più di ogni altra cosa è il parere del giocatore.

Intanto sembra essersi arenata la trattativa per Esposito, ad un passo la firma di Modesto che verrebbe ad occupare il ruolo di vice Tonetto.

martedì, giugno 26, 2007

Pregi e difetti dell'As Roma

Mi preme di chiarire un punto su quello che è il mio pensiero. Giusto perchè talvolta si rischia d'essere fraintesi e visti per quello che non si è.
Proprio oggi, in effetti, stavo leggendo un dato interessante.
Spese per il personale delle società di calcio nella stagione 05\06 : Inter 142 milioni, Milan 132, Juventus 131, Roma 65 , Fiorentina 40.
Sono numeri che, ad occhio,già conosciamo tutti ma che visti su carta ci rendono ancora più chiara la situazione. E ci fanno vedere ancor più chiaramente qual è la grandezza di questa società ed anche la sua debolezza.
Probabilmente da allora i dati non sono nemmeno troppo cambiati, almeno per quello che ci riguarda. Sparita la Juventus, società che comunque sta tornando in A rispettando i parametri di un tempo (vedi rinnovo di Trezeguet proprio in serata), la Roma ha proseguito nella direzione intrapresa ed ha ulteriormente abbassato il monte stipendi.
Liberandosi di alcuni contratti importanti, anche con prestiti gratuiti e non solo per scadenze naturali.
Dicevamo? Ah si. E' chiaro che vedendo questi dati emerge un fatto chiaro : la Roma delle squadre di testa è senza dubbio quella che raggiunge i risultati migliori, bilanciandoli con quelli che sono i valori economici degli stipendi.
Abbiamo un tecnico giovane,ma esperto. Motivato, oltre che tattico di primo livello. La squadra ha una chiara impronta di gioco e tenta di imporre il proprio calcio ovunque, sconfiggendo gli avversari imprimendo una superiorità corale che è sempre la più dura da digerire per lo sconfitto.
Siamo stati autori di vittorie robanti, di qualche impresa importante. Siamo belli, ma tutto sommato non ci specchiamo nemmeno troppo.
Abbiamo il più forte giocatore italiano, una squadra giovane e determinata. Finalmente, dopo un lungo periodo, abbiamo un gruppo soprattutto tranquillo. Ognuno al suo posto, professionale. Le espulsioni sono finalmente diventate rare, le dichiarazioni esplosive ancora di meno.
Non finisco qui, comunque. Perchè qualcosa di buono a livello societario c'è stata...indubbiamente.
Trovo giusto, per certi versi lodevole, che sia finita l'epoca dei grandi sprechi e delle palate di denari regalati ad onesti mestieranti che cuccavano stipendi da prima repubblica del pallone. Trovo ancor più bello che la Roma si sia fatta portatrice di messaggi di correttezza, di sportività, anche usando un linguaggio sempre educato ed improntato ad una correttezza formale.
E' bello, romanticamente parlando, il costante ricordo del padre che fa la nostra amministratice delegata che ben ha capito quanto questa gente tiene a Franco Sensi.
Però, beh....i però sono tanti.

Se è utile, moralmente ineccepibile, che non si autorizzino sprechi istituendo un salary cap ; ritengo altrettanto giusto dire che questo famigerato "tetto" non può e non deve diventare il nostro limite di crescita.
I grandi giocatori, bisogna specificarlo, van pagati. E se è normale pensare che i Ronaldinho non possano indossare questa maglia, è meno giusto venirci a spiegare che i Chivu ed i Mancini siano di troppo.
Ottimi giocatori,senza dubbio. Ma non stelle luminose di prima grandezza.
Il fatto però è uno solo : non ti serviranno i top players per vincere, ma gli ottimi giocatori si. E senza quelli i trofei, quelli veri ed importanti, non puoi vincerli.
E allora dico : ben vengano i netti rifiuti alle insensatezze del mercato. Ma non poniamoci un limite, soprattutto se piuttosto basso, per chi è destinato a farci fare il salto di qualità.
Perchè non so voi, ma io quando vedo che Ferrari percepisce 1.7 milioni netti all'anno ed Amantino ne prende 1.4....credo che ci sia qualcosa che non va.
E penso che la situazione vada corretta, al più presto. Quando invece lo stallo perdura da due anni.
Come per Chivu, come per Cassano. Vecchie storie, nuove storie. Soliti discorsi, sempre buoni.

E sono anni oramai che c'abbiamo un progetto, lo ripetono ed ostentano in ogni occasione. E da allora non c'hanno ancora spiegato in cosa consiste,in neanche una sola occasione. E questa, cari miei, è la lacuna più grande di questa società.
Io mi chiedo chi cura la comunicazione alla Roma. Mi dicono tal Bendoni, sembra. Fra l'altro laziale, o almeno pare. Mi scusi, Bendoni, se eventualmente l'ho offesa in questo modo.
Ebbene questa dirigenza non è mai e dico mai chiara. Un giorno promettono di tenere tutti (per mesi), poi sostengono che questo sarà possibile se avverranno certe condizioni.
Ci dicono, ci garantiscono che saremo competitivi davvero. E poi avviano la cessione di un ottimo giocatore alla diretta rivale del campionato appena concluso.
E questo, c'è poco da fare, è il limite vero. Noi tifosi della Roma accetteremmo di tutto, anche una Rometta di secondo piano con giocatori tristissimi ma dal core grande.
Figuriamoci quindi se ci porremmo problemi per una squadra come questa, comunque importante.
Quello che ci irrita però, mi si permetta il francesismo, è essere presi per il culo.
Ammettiamo allora, per una buona volta,che siamo una società con poca cassa che deve far valutare l'immenso patrimonio giovanile che ha ed azzeccare quelle due o tre rivelazioni l'anno per riuscire a fare brillanti stagioni.
Diciamo, finalmente, che a certi livelli non è possibile arrivare ma che in fondo in fondo ci divertiremo uguale.
Difendiamo, alzando la voce, i tifosi giallorossi quando sono vittime di soprusi come a Manchester. Perchè va benissimo essere educati e sportivi, ma ad esser troppo passivi si finisce per prendere il doppio delle pizze.
Smettiamo, è ora, di far passare per mercenari i giocatori che se vanno per "giustificare" le cessioni,quando basterebbe semplicemente dire che è il nostro stesso target ad imporci di non tenere a lungo certi calciatori.
Sosteniamo, a chiare lettere, che i soldi da spendere sono pochi e che non bisogna quindi vagheggiare con nomi assurdi. Tipo Buffon lo scorso anno, Zambrotta in questo.

E quei pochi soldi però, per favore, spendiamoli con un criterio. In modo logico, con un profilo razionale preciso. Perchè non c'è stagione in cui non facciamo collezione di giocatori rotti o reduci da importanti infortuni che, nella migliore delle ipotesi, hanno bisogno di mesi per ingranare.
Non c'è annata in cui non finiamo per prender tutti in prestito o comproprietà, pagando poi il doppio del loro valore di mercato per riscattarli una volta che Spalletti li ha rivalutati.

Perchè la sensazione è che non ci sia una precisa idea manageriale, una linea guida entro la quale operare. Perchè quando tu regali Bovo, senza sostituirlo e poi attendi il penultimo giorno di mercato per cedere Cufrè...mi dimostri di non seguire una logica. Soprattutto se non ti sei assicurato prima il si ufficiale (il contratto firmato) del suo naturale sostituto, il famoso Pyo Lee poi fuggito.
Dimostri di non avere raziocinio quando aspetti l'ultima settimana di mercato per prendere Pizarro e non riesci nemmeno a schierarlo in Supercoppa nella ripresa, quando sarebbe stato essenziale per tenere palla ed il risultato.
Dimostri di non essere lungimirante quando ti presenti a Manchester con una panchina con Okaka come "uomo di esperienza" e tutti 18enni, solo perchè hai avuto un paio di squalifiche ed un rotto imprevisto.
E lì non è questione di avere soldi, o una cassa solida. Serve preparazione, competenza. Un dirigente vero,per farla breve.
Perchè tenere Tommasi,Kharja (emerita sega,ma almeno un giocatore di pallone),Alvaretto e prendere un paio di 30enni esperti sarebbe costato due lire. Due, non di più. Ma c'avrebbe consentito di presentarci in certi palcoscenici in ben altre situazioni.
E magari anche con un Totti al meglio e non con una sciatalgia che lo faceva soffrire come un cane. Si fa presto poi a dire che sbaglia i grandi appuntamenti. Gioca sessanta partite l'anno, una ogni tre giorni. Kakà ne fa venti in meno, saltando quelle in cui già sanno che lo picchieranno da fabbri.
Perchè così deve essere. Il fenomeno con l'Empoli deve farlo Vucinic,o la punta di turno che rigorosamente non hai. Per mancanza di criterio, come detto. E questo ti consentirebbe di portare Francesco, Mancini, Taddei e compagnia nelle migliori condizioni.
In quelle situazioni che sono storia, negli eventi veri.

Ed allora, per riassumere, chiedo onestà - trasparenza - competenza.
Anche da terzi classificati, non importa.


P.s : Sorvolo sullo sponsor tecnico che manca da due anni (unica società fra le prime 50 in Europa) e sul quasi ufficiale nuovo accordo con la Legea. Qui mi pare che ci sia anche poco da dire.

La Saga Chivu continua!

Come nelle migliori serie televisive, non sembra ancora arrivata la fine. Ricapitoliamo quanto è accaduto negli ultimi giorni : l'Inter sembrava inizialmente l'unica possibile soluzione per il rumeno, anche in virtù dell'accordo che avevano stipulato i procuratori di quest'ultimo coi dirigenti nerazzurri. Poi però arriva l'imprevisto. Bronzetti si propone come intermediario del Barca, arriva a Roma e presenta l'interessamento ufficiale.
Si vociferano di 12 milioni inizialmente offerti, saliti poi a 12 + un giocatore a scelta fra : Giuly, Belletti , Silvinho (in realtà a scadenza nel giugno 2007).
Gli spagnoli sembrano conquistare terreno e nella giornata di ieri è lo stesso mediatore a confermare che il giocatore ha anche accettato l'ipotesi di giocare in maglia blaugrana.
Fra ipotesi fantasiose (scambio con Zambrotta che la Roma non può e non vuole permettersi) e più realistiche (si preferiscono solo contanti e non contropartite, poichè anche quei tre sembrerebbero troppo costosi per le nostre casse), si arriva alla serata di ieri.
Torna l'Inter a farsi sotto, facendo salire la sua offerta da 11 a 14 milioni.

Come andrà finire? Non lo sappiamo. Personalmente prevedo una cessione all'Inter, probabilmente a condizioni ancora leggermente migliori. Forse quindici milioni,magari sedici.
La Roma passerà per società meno debole di quella che sembrava nelle previsioni, incassando dei denari importanti.
Chivu andrà dove voleva andare in origine, prendendo uno stipendio probabilmente fuori da realistici parametri di mercato.
E l'Inter, protagonista della vicenda, otterrà il centrale tecnico che aveva esplicitamente richiesto Mancini.
Tutti contenti? Forse.

sabato, giugno 23, 2007

Chivu,più Barca che Inter?


Nel giorno del clamoroso annuncio dei blaugrana che firmano Titi Henry, per consolarsi dei recenti insuccessi della stagione appena conclusa, anche Chivu si avvicina agli spagnoli. Incontro ufficiale oggi, a Roma, fra Pradè e l'entourage capeggiato dal sempreverde Bronzetti e Beguiristain.

La Roma evidentemente sta iniziando ad accarezzare l'idea di vendere il giocatore all'estero, o comunque alle migliori condizioni possibili. Se ci si deve indebolire, questo è il sunto, che almeno ne valga la pena su un piano economico. Sembra non si sia parlato di offerte ufficiali ma realisticamente la quotazione dovrebbe aggirarsi sui 15 milioni di euro, magari abbassata inserendo qualche contropartita tecnica. Si fanno i nomi dell'ottimo Giuly e di Belletti, mentre Silvinho dato per vicino ai colori giallorossi è in realtà in scadenza di contratto in questo mese.

venerdì, giugno 22, 2007

Cassetti confermato,Comotto al Torino

La risoluzione delle comproprietà porta all'ufficialità di due notizie che erano almeno ufficiosamente già note. Il 30enne Cassetti rimane alla corte di Spalletti riscattato dalla Roma per 0.8 milioni che vanno ad aggiungersi agli 1.5 spesi nella scorsa stagione per l'acquisto della "prima" metà del giocatore. Comotto, punto fermo del Torino, viene invece preso da Cairo con una importante offerta di 1.55 milioni.
Totalmente, per il giocatore, la Roma ha percepito 2.9 milioni fra prestito concesso nello scorso agosto e la vendita del cartellino del giocatore. Il giovane Simonetta intanto viene definitivamente acquistato dall'Arezzo.

Il mercato della Roma,fra false promesse e volti nuovi


Dopo il pittoresco arrivo dell'ala Pit, proveniente dal Bellinzona del celebre Giuffrida, e la firma (non ancora annunciata) del promettente Barusso,si apre ufficialmente il mercato giallorosso con l'acquisizione del 29enne Juan Silveira dos Santos dal Bayer Leverkusen.

Il centrale di difesa, titolare indiscusso della Selecao, arriva per 6.5 milioni di euro pagabili in quasi cinque anni ; al ragazzo andranno 1,6 milioni netti a stagione per quattro anni. Rilevante la decurtazione di stipendio che ha evidentemente accettato il ragazzo che sfiorava i 2 milioni netti annuali nella sua permanenza tedesca. La trattativa, se vogliamo, non c'è stata poichè la cifra pattuita per la cessione era stata fissata l'anno scorso come clausola di rescissione.

Ottimo stacco aereo, brillante senso della posizione...Juan può definirsi un marcatore puro, non cattivo ed in assoluto non proprio velocissimo. Il giocatore è anche molto amato in patria,nel suo Brasile, terra che ha reso famosi ottimi specialisti del ruolo (Aldair,Zago) come anche onesti mestieranti che avrebbero meritato una cassa di risonanza minore e palcoscenici meno importanti (Roque Junior).

L'arrivo del ragazzo implica la oramai certa partenza di Chivu, 27enne difensore in forza alla Roma da quattro stagioni. La vicenda è nota, ma proverò a riassumerla per renderla ancora più chiara.

La società, dopo aver promesso per due anni che avrebbe provveduto a rinnovare i contratti di tutte le stelle della squadra, s'è seduta al tavolo con Chivu ed i Becali (suoi procuratori) con evidente ritardo, a soli dodici mesi dalla scadenza del contratto. Il tetto salariale che la Roma si è auto-imposta di 2.5 milioni d'euro s'è dimostrato sin troppo basso per poter accontentare le esigenze di un giocatore a cui l'Inter, premi inclusi, ha offerto un contratto da 5 netti per quattro anni.

Trattativa, in questo senso, non c'è stata poichè la Roma non ha nemmeno rilanciato. Trovandosi nella condizione auto-imposta, quasi voluta, di dover vendere Chivu a tutti i costi ed ad un prezzo chiaramente forzato dalle pressanti esigenze di mercato. Rumors di mercato hanno parlato di offerte spagnole, dal Barca, spalleggiate dalla solita opera dell'onnipresente Bronzetti.

Nulla di solido comunque, o almeno così pare. La storia sembra quindi avere uno scontato esito, anche calcolando la risoluzione delle comproprietà che ha portato l'altra metà di Pizarro a Roma per circa 6 milioni di euro.

Chivu andrà quindi all'Inter, per una cifra fra i 12 ed i 14 milioni di euro, ad arricchire il già immenso parco giocatori a dispozione di Moratti. A Roma intanto impazza la polemica fra chi considera, come sempre accade da questi lidi, il ragazzo un mercenario e chi sottolinea le carenze di una società sempre meno svelta e brillante delle altre. Dopo aver quindi regalato Cassano, ecco un nuovo caso che fa discutere.
La verità, in ogni caso, non si saprà mai. Quel che è certo è che la Roma perde un top player ad un basso valore di mercato e lo sostituisce con un centrale di buon livello, non giovane e che si appresta a dover colmare un vuoto pesante.

Nel mentre, ci preme ricordarlo col dovuto anticipo, incombono altre scadenze contrattuali pesanti : Matteo Ferrari (2008) e soprattutto Amantino Mancini (2009) e Daniele De Rossi (2009). Per evitare che si ripetano le solite storie, occorre che la società agisca ora. Soprattutto dopo i rumors britannici che attribuiscono al Liverpool una sostanziosa offerta da 20 milioni per l'ala brasiliana.

Invitiamo quindi Pradè e l'amministratice delegata Rosella Sensi a mettersi, al più presto, al tavolo delle trattative. In caso contrario penseremmo male.

Le buste delle comproprietà dovrebbero dirci intanto che è stato confermato Cassetti e ceduto definitivamente Comotto al Torino. Certo il riscatto in comproprietà di Vucinic sempre dal Lecce, mentre sembra molto vicino l'arrivo dello scugnizzo Esposito dal Cagliari presumibilmente in comproprietà e con contropartita tecnica da definire.

Il destino che ci attende, se questi sono i presupposti, non sembra dei migliori. C'è poca voglia di investire ma speriamo che le scelte siano fatte con estremo criterio. L'ultima Roma di mister Spalletti è stata una macchina praticamente perfetta nell'undici di partenza, da rinforzare solamente nei "restanti" dieci elementi della rosa.

Appurata la scelta o l'obbligo di dover cedere un valido elemento titolare, speriamo almeno di veder rinforzata in modo pesante la panchina che tanta differenza farebbe in una stagione da sessanta partite.

domenica, aprile 15, 2007

Il discorso perfetto

Immaginatevi Platone.

Uno dei più grandi oratori della sua epoca, se non della storia. Immaginatevi uno dei suoi discorsi davanti ai suoi seguaci nell'Accademia di Atene. Le sue prime parole fanno pensare all'ennesimo grande discorso. Ma a un certo punto, si ferma. Parla a stento. Cerca di concentrarsi, tenta di formulare le sue idee che normalmente sono così lucide, così chiare, che tutti i suoi allievi pendono dalle sue labbra. Ma oggi proprio non ci riesce. Il discorso è una catastrofe, e Platone, rammaricato, termina il suo discorso. Una delusione generale avvolge il pubblico, alcuni gli voltano le spalle, altri inveiscono contro di lui. Platone si ritira.

Pochi giorni dopo, Platone si ripresenta , sa che deve far dimenticare subito il discorso malcapitato. Inizia lentamente, non vuole correre il rischio della sconfitta dialettica dell'ultima volta. A un certo punto, imbocca la strada giusta. La strada che conosce tanto bene, quella del discorso perfetto. Gli occhi dei suoi seguaci s'illuminano di un ardore come solo lui sa accendere. Basta una scintilla di una brillantezza, di una bellezza unica. Alla fine, tutti lo applaudono. Platone ringrazia i suoi allievi. Però sa più che bene che questo è solo l'inizio per farsi perdonare quella giornata troppo triste per essere vera. Sennò non sarebbe Platone.

giovedì, aprile 05, 2007

Roma-Manchester, le pagelle

(ROMA) - Il risultato di 2-1 non ha certamente premiato la Roma per quello che ha fatto vedere nell'arco dei novanta minuti. Il Manchester deve ringraziare lo stato di forma eccezionale di Cristiano Ronaldo e la freddezza di Wayne Rooney se non ha perso con uno scarto che avrebbe potuto, se non dovuto essere più ampio. Un'applauso comunque ai Spalletti Boys che hanno dominato la capolista della Premier League nonché una delle favorite per la vittoria in Champions League. All'Ord Trafford l'impresa sarà dura, ma con la prestazione fatta vedere questa sera, i "Red Devils" dovranno stare attenti di non finire all'infero. Già in tema di pagelle, un bel voto per lo spettacolo offerto da gran parte del pubblico, da censurare invece i ululati razzisti da qualche frange della Sud contro Saha e gli hooligans britannici e nostrani che hanno creato casini sia dentro che fuori dallo stadio.

Doni - Crazy frog - Certi rischi non li dovrebbe correre, tipo i dribbling su Rooney. Ma allora non sarebbe Doni. Una parata sul 1-1 nega a Cristiano Ronaldo la gioia del gol. E ai tifosi romanisti dà la consapevolezza di potersi fidare del portiere venuto dal Brasile.

Cassetti - Attention, please! - Prestazione sicura sulla destra, gli avversari hanno vita dura. Si vede poco in avanti, ma certi duelli difensivi, soprattutto con Rooney, spiegano perché la Roma l'ha voluto fortemente.

Mexès - Who the *** are Man Utd? - Qualche piccolo brivido nel primo tempo, ma quante volte si vede il Manchester in avanti? Bravo a impostare il gioco con le sue avanzate. Per anni inseguito proprio dal Man Utd, ma scelse la Roma. Oggi sappiamo il motivo.

Chivu - Zorro - Una punizione che spaventa Van der Sar, una maschera che intimorisce i giocatori del Manchester. Controlla bene i giocatori del Manchester nelle rare occasioni che capitano dalle sue parti.

Panucci - Forever young - Panucci è uno dei difensori più promettenti della serie A. Ha corsa, un buon tempismo, e grinta da vendere. Sa giocare in tutti i ruoli della retroguardia, e sulla fascia non disdetta la fase offensiva. Vanta anche un'importante esperienza internazionale ...con i suoi 34 anni.

Wilhelmsson - Long distance runner - Otto chilometri, otto. È la distanza percorsa dallo svedese in sessanta minuti prima di venir sostituito da Vucinic. Numeri che fanno paura, ma anche i numeri "metaforici" fatti vedere in campo gli valgono un buon voto per la prestazione odierna. I suoi scatti creano diversi grattacapi ai difensori legnosi d'Oltre Manica.

De Rossi - Art is hard - Manca Pizarro, allora tocca a DDR il compito di regista, senza trascurare l'importante supporto alla difesa. Bravo a dettare i tempi alla squadra, cerca anche il gol da fuori area, ma si fa sorprendere dall'invenzione di Rooney in occasione del gol. Dovrebbe rifiatare un po', ma quale tecnico rinuncia deliberatamente a un uomo così in mezzo al campo?
Perrotta - Mamma, ho perso l'aereo - Come al solito tanta corsa, apre spazi ai compagni con i suoi movimenti e da una mano a De Rossi in mezzo al campo. Si becca un'ammonizione ingenua per simulazione. Un leggero contatto ci sarà pur stato, ma la caduta e la protesta plateale hanno solo provocato ancor di più l'arbitro. Ma ciò non importa, il calabrese nato a Ashton vicino a Manchester si perde la possibilità di giocare "a casa sua".

Taddei - Cuore matto - Apre le marcature anche grazie alla leggera deviazione di Brown. Lotta fino all'ultimo e si propone spesso, merita tutti gli applausi dello stadio quando fa posto per Rosi.

Mancini 6,5 - L'assist...ente - Un assist e mezzo gli valgono un bel voto. Buone combinazioni si alternano a un paio di errori tecnici che da uno come lui non ci si aspetta.

Totti - Mister Brain - Smista palloni, cerca il tiro da tutte le posizioni, aperture sopraffine per i compagni e causa l'espulsione di Scholes. Si fa calare spesso per prendere la palla e iniziare la manovra giallorossa. Qualche imprecisione di troppo comunque, ma visto che ha giocato gran parte della partita con un indurimento del flessore, ci si chiede se questo è un calciatore normale o un uomo bionico.

Vucinic 6,5 - Il rinascimento - Chi se l'aspettava! Un gol da rapinatore dell'area, sfiora il 3-1, ma la cosa forse più importante, diversi spunti interessanti e combinazioni con i compagni. In mezz'ora ha fatto più di quello fatto vedere in tutte le sue apparizioni precedenti.
E ADESSO... SPOGLIATI!

giovedì, febbraio 01, 2007

Nuovamente in finale



C'è qualcosa di miracoloso in una squadra che mai ha incantato come in questa era di Spalletti. Avevamo visto di tutto qui a Roma : squadrette con tasso tecnico basso e con furore agonistico,il bel calcio di Zeman che alternava una fase offensiva micidiale alle costanti svagatezze del reparto difensivo,le vittorie e le quasi vittorie di un sempre sopportato Capello.
Nessuna delle precedenti squadre però aveva incarnato in modo migliore di questa i principi della coralità del gioco,della massima unità intenti fra gli esponenti della rosa,della spettacolarità mai fine a se stessa ma sempre protesa a conseguire il risultato.
E così diviene automatico anche passare per favoriti in una semifinale di Coppa Italia con un Milan allo sbando in campionato e quindi ancor più motivato a far bene nelle altre due competizioni a disposizione.
Il 2-2 dell'andata era un risultato dalla doppia luce; favorevole per la possibilità di giocare per due risultati sui tre a disposizione,scomoda per quella che è la natura di questa squadra sempre propensa a fitte trame palla a terra e non abituata quindi a gestire una situazione favorevole con le malizie tipiche di chi è in grado di portare a termine una partita col non gioco.
Ne è uscito un 3-1 che paradossalmente poco dice sulla schiacchiante supremazia dei giallorossi che hanno raccolto,oltre alle tre reti,almeno altre cinque azioni importanti fallite per l'ultimo passaggio...ed un rigore fallito.
L'ennesimo purtroppo sbagliato da Francesco Totti,troppo teso nella sua esecuzione centrale e a mezza altezza.
L'undici di base mandato in campo da Spalletti era il migliore a disposizione,due sole le esclusioni : Doni per il rispetto delle gerarchie di coppa e Mexes per motivi fisici. Il Milan ha risposto con il consueto schema ad albero di Natale con il solo Gilardino davanti,aiutato sulla trequarti da Kaka e Seedorf.
Interessante il pressing alto proposto dagli uomini offensivi di Ancelotti che andavano a contendere il pallone direttamente sui centrali difensivi della Roma ; questa mossa ha costretto in molte occasioni Curci a tentare il rinvio lungo,facile preda di Ambrosini o di un Bonera che andava a staccare su Totti.
Nonostante questo però....vuoi per l'estrema fragilità dell'apparato difensivo dei rossoneri,vuoi per l'estrema rapidità delle ripartenze giallorosse,la Roma non ha mai avuto problemi a rendersi pericolosa ogni volta che riusciva a superare la metà campo palla al piede.
Incantevole la regia di Pizarro,la nota più positiva di questo inizio del 2007; a corrente alternata De Rossi,chiaramente più propenso del compagno ad occuparsi di Kaka.
Un Totti non mobilissimo ma sempre nel vivo di ogni azione della Roma ha fatto il bello ed il cattivo tempo contro la coppia di centrali del Milan,cambiata fra il primo (Costacurta-Bonera) ed il secondo tempo (Bonera-Simic).E' lui il fulcro del gioco che riesce a far risaltare le giocate di Perrotta e Mancini,devastanti come sempre accade nelle occasioni importanti.
Solido l'apparato difensivo che in 95 minuti ha concesso praticamente la sola occasione del gol,abile Gilardino a sfruttare il suggerimento di Jankulovski nel cuore dell'area di rigore. Un Chivu sontuoso ha avuto facilmente la meglio sui troppo statici fantasisti del Milan,coadiuvato da un Ferrari sicuro e poco propenso a rischiare brutte figure palla al piede.
Ci aspetta l'Inter ora,quattro volte nei prossimi mesi.
Badiamo agli scongiuri,ricordando che anche gli avversari più temibili sono comunque battibili.
C'è voglia di festeggiare,dopo anni. Anche solo per un trofeo che tutti sembrano disprezzare,ma che comunque vede arrivare alle fasi finale sempre le solite grandi squadre.

domenica, gennaio 28, 2007

Roma-Siena, le pagelle

La Roma s'impone col minimo scarto su un Siena ben messo in campo dal suo allenatore Mario Berretta grazie al gol di Vucinic al 62° minuto.

I migliori

Chivu - Baluardo - In avvio lascia troppo spazio a Corvia ma si riscatta immediatamente bloccando in area il tiro dell'ex-romanista. Da lì in poi sfodera una prestazione degna della sua fama con interventi sempre precisi e spesso facendo ripartire la manovra giallorossa. Provvidenziale quando nega il gol a Cozza al 19° e soprattutto quando chiude in spaccata il cross basso di Molinaro destinato a Frick al 74°.

Doni - Canguro - Primo tempo da spettatore per il portiere brasiliano che nel secondo tempo si fa trovare pronto poco prima del gol alzando sopra la traversa un splendido tiro al volo di Mario Frick. Si esalta nel finale rischiando però quando al 41' un suo rinvio goffo finisce a Frick fermato in extremis da De Rossi, ma subito dopo devia in angolo una punizione indirizzata all'incrocio di Chiesa, poi blocca il colpo di testa successivo di Portanova.

Tavano - L'ago della bilancia - Entra al 13° minuto per un Amantino evanescente e cambia la storia della partita con un taglio millimetrico dalla sinistra che viene sfruttato da Vucinic per il gol-partita. Sfrutta la sua velocità sulla trequarti dopo che il Siena si apre alla ricerca del pareggio, spesso viene fermato fallosamente. Gioca gli ultimi minuti al centro dell'attacco dopo la sostituzione di Vucinic ma la scarsa precisione non gli consente di segnare il primo gol in maglia giallorossa.

Pizarro - Metronomo - Dopo un primo tempo un po' in sordina, il regista cileno sale in cattedra nel secondo tempo mettendo ordine a centrocampo e distribuendo palloni a go-go anche se a volte manca di lucidità. Prestazione positiva anche in fase di copertura dove non disdegna il lavoro sporco.Perrotta - Il migliore dei suoi nel primo tempo, ha ritrovato la forma fisica che è fondamentale per i suoi inserimenti sulla trequarti e il lavoro di collante tra centrocampo e attacco. Prezioso anche nel secondo tempo a supporto dei compagni con il Siena più coraggioso dopo lo svantaggio.

I peggiori

Amantino - Ndo stava? - Partita totalmente da dimenticare per il ragazzo di Ipatinga. Non supera praticamente mai il suo avversario, sbaglia i passaggi più elementari e si perde in giocate complicate con i quali la difesa senese non ha problemi. A un certo punto ci si mette anche il nervosismo sicché Spalletti decide di sostituirlo nel secondo tempo con Tavano, poi decisivo con il suo assist. Il brasiliano si accomoda in panchina ostentando tutta la sua arrabbiatura. Deve ritrovarsi.

Taddei - Tanto fumo, poco arrosto - Nel primo tempo un traversone felpato che Vucinic mette alto di testa, ma poco più. Bloccato egregiamente dalla difesa toscana, trova più spazi dopo il vantaggio ma non trova mai la stoccata decisiva. Dà comunque una mano a centrocampo visto che il Siena ha nell'esterno difensivo Molinaro il suo elemento più pericoloso. Prestazione appena sufficiente, ma da lui ci si aspetta più concrettezza.

venerdì, gennaio 26, 2007

Coppa Italia, la finale ad un passo

Milan - Roma, due a due. Risultato che mette una seria ipoteca sulla finale di Coppa Italia, dove i giallorossi dovrebbe incontrare per la terza volta consecutiva l'Inter che ha strapazzato la Sampdoria con un rotondo tre a zero al Marassi mercoledì.

Una Roma in formazione tipo se non per Curci titolare in Coppa Italia e Wilhelmsson al posto dello squalificato Taddei regala i primi venti minuti alla squadra di casa e viene punita da Ricardo Oliveira (4') prima e Inzaghi (23') poi, che possono ringraziare la difesa romanista che nel 2007 non è ancora riuscita a chiudere una partita a reti inviolate. La squadra di Spalletti sembra diventata lontana parente della Roma spettacolare del 2006 ma il gol di Perrotta al 28' dà la sveglia ai giallorossi che rientrano pienamente in partita col pareggio di Pizarro dieci minuti più tardi.

Nel secondo tempo è sempre la Roma a costruire le azioni pìù pericolose, con un Wilhelmsson in grande spolvero che si vede negare il gol da Dida in diverse occasioni, lo svedese finora si sta dimostrando un rinforzo azzeccato, anche se può migliorare sotto il profilo tattico. Una maggiore precisione sotto porta avrebbe probabilmente chiuso il discorso qualificazione già a Milano, il risultato finale è comunque molto prezioso, non solo per la Coppa Italia.

Una delle più grandi pecche della Roma era la reazione della squadra dopo essere andata in svantaggio. Spallettì è riuscito a cambiare la mentalità della sua squadra, visto che in passato i giocatori si sono spesso sciolti. Il tecnico comunque non si è voluto sbilanciare pensando alla gara di ritorno fissando le possibilità di qualificarsi al cinquanta per cento. È pur vero che la Roma ha dimostrato di aver ritrovato lo spirito giusto e anche il gioco che la contraddistingue, ma quando le tocca gestire un vantaggio le capita ancora frequentemente di complicarsi la vita, basti pensare alla partita di Messina dove la Roma avrebbe dovuto chiudere la partita prima. Adesso sotto con il Siena, test importante per Vucinic e Tavano, entrambi ancora alla ricerca della miglior condizione e partita da non sottovalutare vista l'assenza del Capitano.