domenica, aprile 15, 2007

Il discorso perfetto

Immaginatevi Platone.

Uno dei più grandi oratori della sua epoca, se non della storia. Immaginatevi uno dei suoi discorsi davanti ai suoi seguaci nell'Accademia di Atene. Le sue prime parole fanno pensare all'ennesimo grande discorso. Ma a un certo punto, si ferma. Parla a stento. Cerca di concentrarsi, tenta di formulare le sue idee che normalmente sono così lucide, così chiare, che tutti i suoi allievi pendono dalle sue labbra. Ma oggi proprio non ci riesce. Il discorso è una catastrofe, e Platone, rammaricato, termina il suo discorso. Una delusione generale avvolge il pubblico, alcuni gli voltano le spalle, altri inveiscono contro di lui. Platone si ritira.

Pochi giorni dopo, Platone si ripresenta , sa che deve far dimenticare subito il discorso malcapitato. Inizia lentamente, non vuole correre il rischio della sconfitta dialettica dell'ultima volta. A un certo punto, imbocca la strada giusta. La strada che conosce tanto bene, quella del discorso perfetto. Gli occhi dei suoi seguaci s'illuminano di un ardore come solo lui sa accendere. Basta una scintilla di una brillantezza, di una bellezza unica. Alla fine, tutti lo applaudono. Platone ringrazia i suoi allievi. Però sa più che bene che questo è solo l'inizio per farsi perdonare quella giornata troppo triste per essere vera. Sennò non sarebbe Platone.

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