venerdì, giugno 22, 2007

Il mercato della Roma,fra false promesse e volti nuovi


Dopo il pittoresco arrivo dell'ala Pit, proveniente dal Bellinzona del celebre Giuffrida, e la firma (non ancora annunciata) del promettente Barusso,si apre ufficialmente il mercato giallorosso con l'acquisizione del 29enne Juan Silveira dos Santos dal Bayer Leverkusen.

Il centrale di difesa, titolare indiscusso della Selecao, arriva per 6.5 milioni di euro pagabili in quasi cinque anni ; al ragazzo andranno 1,6 milioni netti a stagione per quattro anni. Rilevante la decurtazione di stipendio che ha evidentemente accettato il ragazzo che sfiorava i 2 milioni netti annuali nella sua permanenza tedesca. La trattativa, se vogliamo, non c'è stata poichè la cifra pattuita per la cessione era stata fissata l'anno scorso come clausola di rescissione.

Ottimo stacco aereo, brillante senso della posizione...Juan può definirsi un marcatore puro, non cattivo ed in assoluto non proprio velocissimo. Il giocatore è anche molto amato in patria,nel suo Brasile, terra che ha reso famosi ottimi specialisti del ruolo (Aldair,Zago) come anche onesti mestieranti che avrebbero meritato una cassa di risonanza minore e palcoscenici meno importanti (Roque Junior).

L'arrivo del ragazzo implica la oramai certa partenza di Chivu, 27enne difensore in forza alla Roma da quattro stagioni. La vicenda è nota, ma proverò a riassumerla per renderla ancora più chiara.

La società, dopo aver promesso per due anni che avrebbe provveduto a rinnovare i contratti di tutte le stelle della squadra, s'è seduta al tavolo con Chivu ed i Becali (suoi procuratori) con evidente ritardo, a soli dodici mesi dalla scadenza del contratto. Il tetto salariale che la Roma si è auto-imposta di 2.5 milioni d'euro s'è dimostrato sin troppo basso per poter accontentare le esigenze di un giocatore a cui l'Inter, premi inclusi, ha offerto un contratto da 5 netti per quattro anni.

Trattativa, in questo senso, non c'è stata poichè la Roma non ha nemmeno rilanciato. Trovandosi nella condizione auto-imposta, quasi voluta, di dover vendere Chivu a tutti i costi ed ad un prezzo chiaramente forzato dalle pressanti esigenze di mercato. Rumors di mercato hanno parlato di offerte spagnole, dal Barca, spalleggiate dalla solita opera dell'onnipresente Bronzetti.

Nulla di solido comunque, o almeno così pare. La storia sembra quindi avere uno scontato esito, anche calcolando la risoluzione delle comproprietà che ha portato l'altra metà di Pizarro a Roma per circa 6 milioni di euro.

Chivu andrà quindi all'Inter, per una cifra fra i 12 ed i 14 milioni di euro, ad arricchire il già immenso parco giocatori a dispozione di Moratti. A Roma intanto impazza la polemica fra chi considera, come sempre accade da questi lidi, il ragazzo un mercenario e chi sottolinea le carenze di una società sempre meno svelta e brillante delle altre. Dopo aver quindi regalato Cassano, ecco un nuovo caso che fa discutere.
La verità, in ogni caso, non si saprà mai. Quel che è certo è che la Roma perde un top player ad un basso valore di mercato e lo sostituisce con un centrale di buon livello, non giovane e che si appresta a dover colmare un vuoto pesante.

Nel mentre, ci preme ricordarlo col dovuto anticipo, incombono altre scadenze contrattuali pesanti : Matteo Ferrari (2008) e soprattutto Amantino Mancini (2009) e Daniele De Rossi (2009). Per evitare che si ripetano le solite storie, occorre che la società agisca ora. Soprattutto dopo i rumors britannici che attribuiscono al Liverpool una sostanziosa offerta da 20 milioni per l'ala brasiliana.

Invitiamo quindi Pradè e l'amministratice delegata Rosella Sensi a mettersi, al più presto, al tavolo delle trattative. In caso contrario penseremmo male.

Le buste delle comproprietà dovrebbero dirci intanto che è stato confermato Cassetti e ceduto definitivamente Comotto al Torino. Certo il riscatto in comproprietà di Vucinic sempre dal Lecce, mentre sembra molto vicino l'arrivo dello scugnizzo Esposito dal Cagliari presumibilmente in comproprietà e con contropartita tecnica da definire.

Il destino che ci attende, se questi sono i presupposti, non sembra dei migliori. C'è poca voglia di investire ma speriamo che le scelte siano fatte con estremo criterio. L'ultima Roma di mister Spalletti è stata una macchina praticamente perfetta nell'undici di partenza, da rinforzare solamente nei "restanti" dieci elementi della rosa.

Appurata la scelta o l'obbligo di dover cedere un valido elemento titolare, speriamo almeno di veder rinforzata in modo pesante la panchina che tanta differenza farebbe in una stagione da sessanta partite.

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